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Ottone Rosai ©  
(Firenze, 1895 - Ivrea, 1957)

Piazza del Carmine, 1955

Olio su tela
cm. 50,1x70
Olio su tela, cm 50,1x70. In basso a destra: O. Rosai. Al verso: sulla tela, a pennarello [di colore blu], sigla BG [di Bruno Giraldi]; timbro rettangolare «Raccolta Paoletti / Milano» [tutto maiuscolo], ivi a pennarello [di colore blu; firma] «V Paoletti»; timbro circolare «Raccolta Paoletti» [tutto maiuscolo] recante a pennarello [di colore blu] «95» [la prima cifra di difficoltosa lettura; oppure «C/5» o «C/15»]; timbro esagonale [di colore nero] Galleria Falsetti, Prato, ivi a inchiostro [di colore nero] «5363» [n. di carico interno della Galleria]; due timbri [di forma rettangolare] frammentari «Collezione / D’Apice Generoso» [tutto maiuscolo]. Altro telaio ligneo rispetto a quello originale. Provenienza: B. Giraldi, Livorno; raccolta V. Paoletti, Milano; raccolta G. D’Apice, Milano; Galleria Falsetti, Prato; raccolta privata, Prato; raccolta privata, New York. "Riemerge, da un’importante raccolta privata newyorkese, uno degli esiti più nobili del «periodo bianco» di Rosai, la stagione - tanto apprezzata, fra gli altri, anche da Giorgio Morandi - nella quale il Maestro fiorentino intese appunto dialogare con il collega e amico bolognese per il tramite della pittura. Una pittura principalmente votata all’urgenza per la luce nella sua più ermetica essenza. Il soggetto, caro all’Autore fin dai primissimi anni Venti, rappresenta altresì un silenzioso omaggio all’amato Masaccio, il cui straordinario ciclo di affreschi nella Cappella Brancacci, all’interno della chiesa di Santa Maria del Carmine, fu, per Rosai, precipuo riferimento espressivo dalla gioventù sino all’ultimo dei propri giorni" (Giovanni Faccenda). L'opera e' archiviata presso l'Archivio del Pittore Ottone Rosai a cura di G. Faccenda.
€ 12.000,00 / 16.000,00
Stima