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Leandro Bassano (Bassano del Grappa, 1557 - Venezia, 1622)
Ritratto di frate con libro
Olio su tela
cm. 115,5x93,5
Expertise del Prof. Ugo Ruggeri. Expertise Prof. Giuseppe Maria Pilo. Certificato Art Loss Register.
L'opera risulta sottoposta a Notifica di Interesse Culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in data 14 gennaio 2013, con relativa relazione storico artistica.
"Il dipinto, olio su tela, raffigura un personaggio di età matura, che, per la tonsura e la tonaca nera, va identificato in un ecclesiastico, ritratto all'interno del suo studio, in cui compaiono sullo sfondo enormi volumi rilegati in cuoio.
L'opera risulta sottoposta a Notifica di Interesse Culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in data 14 gennaio 2013, con relativa relazione storico artistica.
"Il dipinto, olio su tela, raffigura un personaggio di età matura, che, per la tonsura e la tonaca nera, va identificato in un ecclesiastico, ritratto all'interno del suo studio, in cui compaiono sullo sfondo enormi volumi rilegati in cuoio.
Che si tratti ad evidenza di uno studioso, lo confermano il libro e gli "occhialini stringinaso" trattenuti dalle mani "distese, delicate e lunghissime" (E. Arslan, I Bassano, Milano, 1960, p.247) ma anche la sottile penetrazione psicologica del personaggio, di cui è colta l'interiore sensibilità e la mite introversione.
L'estrema raffinatezza del dipinto, caratterizzato da un ricercato accordo di neri e di bruni colloca senz'altro l'opera, di cui non si conosce precedente bibliografia, tra i risultati più felici della ritrattistica di Leandro dal Ponte (1557-1622), il figlio terzogenito di Jacopo detto il Bassano. La particolare abilità di Leandro nella ritrattistica è confermata dalle fonti, a partire dal Ridolfi (Le meraviglie dell'arte ovvero le vite degli illustri pittori veneti e dello stato, Venezia, 1648, ed. von Hadeln, Berlino, 1914-1924, II, p.167), che riferisce che "si predicava dall'universale la bellezza de' suoi ritratti" e dal Verci (Pittori, scultori e intagliatori della città di Bassano, Venezia, 1775, ed. Sala Bolognese 1975, p.187) che evidenziò: "Il maggior pregio però che dagli intendenti dell'Arte venga concordemente riconosciuto in questo pittore, è quello di esser stato un graziosissimo Ritrattista, prendendo le immagini così dal naturale, che sembravano spirare anima e vita; di modo che in tal genere di Pittura, facendo eccellentemente risaltare la propria abilità, ascese ad un alto grado di stima anche ne' paesi Oltremontani, e Principi e Potentati, e Cardinali, e gran Signori andavano a gara per essere dal pennello di Leandro effigiati".
La ritrattistica di Leandro, di cui le fonti elencano esempi illustri e numerosi, in buona parte non rintracciati, al di là del "corpus" individuato dall'Arslan (1960), si è arricchita di ulteriori attribuzioni critiche ma non è ancora stata oggetto di studio sistematico. Il percorso artistico è tuttavia comunemente individuato dalla critica nel passaggio da una fase giovanile influenzata dal Tintoretto ad una ritrattistica ufficiale pur affrontata con piglio realistico e alla più intensa e lirica umanità della produzione matura, che risente di esempi emiliani (i Carracci e soprattutto Bartolomeo Passerotti), fiamminghi (Francesco Pourbus) e lombardi (Giovan Battista Moroni).
A tale matura produzione deve essere ascritto il ritratto presentato all'esportazione, che rispecchia assieme l' "humor malenconico" riferitogli dal Ridolfi e la capacità da lui mostrata "come ritrattista, indicando con acuto caratterismo i diversi valori psicologici". (Arslan, 1960 p. 241)
Per la elevata qualità pittorica il dipinto in questione è avvicinabile ad opere del primo quarto del secolo XVII, come il Ritratto virile della Pinacoteca di Dresda, il Liutista con cane appartenuto alla collezione Lubomirski di Cracovia, il Ritratto di Alvise Corradini del Museo Civico di Padova, il Sebastiano Fuginelli già in collezione Drey e Morlacchi.
Il ritratto presentato all'esportazione deve essere senz'altro considerato un capolavoro della tarda attività di Leandro, fondamentale per la valutazione anche qualitativa di tale fase del pittore. [..]"
Relazione storico-artistica ministeriale, allegata alla Notifica di Interesse Culturale del 14 gennaio 2013 (Soprintendenza di Verona, a firma del dott. S. Urciuoli).
Relazione storico-artistica ministeriale, allegata alla Notifica di Interesse Culturale del 14 gennaio 2013 (Soprintendenza di Verona, a firma del dott. S. Urciuoli).
€ 10.000,00 / 15.000,00
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